Galaxy S8 il display utilizzerà la tecnologia Force Touch?

Tommaso Lenci
14 Nov 2016

Il prossimo top di gamma di Samsung, Galaxy S8, tra le tante novità in arrivo potrebbe utilizzare la tecnologia Force Touch per il display.

Galaxy S8 con display force Touch?

Nell’immagine un Galaxy S7 Edge

Come molti di voi sapranno già il Galaxy S8 sarà uno dei dispositivi con più cambiamenti in vista per l’azienda coreana durante il 2017, cambiamenti necessari per rilanciare il marchio e il nome dell’azienda dopo i problemi d’immagine con i Galaxy Note 7 esplosivi.

Galaxy S8 novità tecnologia in arrivo: display force Touch?

Citando diverse fonti industriali provenienti direttamente dalla Corea del Sud, è trapelato un rapporto secondo il quale il Galaxy S8 potrebbe utilizzare anche la tecnologia Force Touch per il suo prossimo display.

Il Force Touch è una tecnologia che permette all’utente di dare diversi comandi semplicemente aumentando o diminuendo la pressione del proprio dito sul display, tecnologia che viene già utilizzata sugli iPhone 6S e iPhone 7.

Il Galaxy S8 diventerebbe il primo dispositivo Samsung ad utilizzare questa tecnologia, che successivamente nei due anni avvenire potrebbe essere adottata su altri dispositivi mobili e non, che non fanno parte della gamma top sul mercato.

Samsung Display fornisce già questi pannelli ad aziende concorrenti, come ad esempio Huawei, quindi l’azienda coreana sa già come produrli e deve solamente capire come implementarli al meglio, per fornire un vero valore aggiunto al prodotto.

La notizia sembra essere stata diffusa da un dirigente anonimo della sezione componentistica di Samsung, confermando che l’azienda coreana sta già pensando all’implementazione di tale tecnologia nel prossimo futuro sugli smartphone.

Dato che al momento non c’è ancora nessuna conferma ufficiale da parte di Samsung, e che il Galaxy S8 è un modello ancora in fase di lavorazione, vi consigliamo di tenere in considerazione queste notizie come possibili ma non certe al 100%: un minimo di distacco intellettuale ci vuole.

Fonte: Notizia

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