La Russia potrebbe decidere di bloccare il programma GPS

Silvia
15 Mag 2014

L’immortale braccio di ferro tra Russia e Stati Uniti aggiunge un nuovo livello al conflitto, estendendosi alle “ritorsioni” nello Spazio.

In risposta alle sanzioni imposte contro la Russia, Dmitry Rogozin, vice Primo Ministro russo, ha dichiarato che tutto ciò potrebbe «compromettere i progetti spaziali internazionali più importanti».

Nella fattispecie l’obiettivo principale di tali ritorsioni sarà il blocco nelle vendite di razzi russi agli USA i quali, avendo sospeso il programma Shuttle definitivamente, potrebbero trovarsi in grosse difficoltà, oltre alla decisione di interrompere ogni collaborazione successiva al 2020 nella Stazione Spaziale Internazionale, creando numerose problematiche nei viaggi verso ISS. Decisione decisamente contraria a quanto sperato dagli USA, una estensione fino al 2024.

Ma non finisce qui: la Russia minaccia, inoltre, di boicottare completamente il programma GPS, spegnendo le 11 stazioni di terra presenti sul proprio territorio a partire già dal 1 Giugno, a meno che gli Stati Uniti non permettano ad essi l’installazione di analoghe strutture sul loro suolo, strutture che andranno ad appoggiare il sistema Glonass.

A meno di un accordo, la completa cessazione del supporto al GPS avverrà entro Settembre con notevoli problematiche ad esso conseguenti.

«Stiamo iniziando dei negoziati con gli Stati Uniti, e abbiamo tre mesi per portarli a termine, ossia prima della fine dell’estate» ha dichiarato Rogozin. «Speriamo che questi negoziati troveranno soluzioni per ripristinare la cooperazione. Altrimenti, le operazioni di queste stazioni verranno completamente bloccate a partire dal primo settembre».

GPS russia satellite


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