Come aumentare la durata della batteria di uno smartphone Android

Jessica Bolognini
12 Dic 2013


batteria

Gli smartphone sono dispositivi rivoluzionari: combinando, in un unico prodotto, le potenzialità di un telefono e quelle offerte da un più comune computer, permettono all’utente tanto di effettuare chiamate e inviare SMS, quanto di navigare in internet, giocare, scattare fotografie e riprodurre brani audio o video.

Tuttavia, tutte queste funzionalità costano caro. A farne le spese è soprattutto la batteria, la cui durata, specie quando lo smartphone è in costante uso, si riduce drasticamente, arrivando, talvolta, a un’autonomia ridotta a qualche ora.

Se ci si sta chiedendo se è possibile aumentare la durata della batteria di uno smartphone Android, sarà una piacevole sorpresa scoprire che esistono una serie di accortezze da mettere in atto; ovviamente non possono fare miracoli, ma promettono di ridurre sensibilmente i consumi. Vediamo, quindi, alcuni suggerimenti fra i più efficaci.

 DISATTIVARE IL SUPERFLUO

Ovviamente, la prima regola vuole che le funzionalità inutilizzate – che contribuiscono comunque a consumare inutilmente la batteria, vadano disattivate.

Queste includono le reti Wi-Fi e Bluetooth, che andrebbero sempre spente qualora non fossero necessarie. Specialmente quando la ricezione è scarsa, il telefono continuerà la sua scansione alla ricerca di un buon segnale e queste ricerche ripetute possono incidere negativamente sui consumi della batteria.

 SERVIZI DI LOCALIZZAZIONE “AFFAMATI” DI BATTERIA

Alcune applicazioni sono più avide di batteria rispetto ad altre, pertanto la prima premura dovrebbe essere quella di disattivare soprattutto i servizi più costosi in termini di consumo.
Fra questi, il GPS riveste un ruolo di primo piano. Se lasciato in esecuzione in background, continua comunque a scambiare segnali con i satelliti per determinare la posizione esatta dell’utente, costando caro alla nostra batteria. Di conseguenza, è sempre bene disattivare i servizi di localizzazione quando non in uso.

I “LUSSI” DISPENDIOSI
Portare lo smartphone a funzioni minimaliste ed essenziali è certamente una mossa azzeccata. Questo significa, ad esempio, disattivare gli sfondi animati, accorciare i tempi di timeout per lo schermo e impedire gli aggiornamenti automatici delle app, settando i giusti parametri direttamente dal Play Store.

Altri esempi? Il dispendio dato dalla luminosità del display può essere notevolmente ridotto usando le impostazioni di auto-luminosità, oppure accontentandosi di valori più bassi. O ancora: la vibrazione è sì utile in diverse occasioni, ma consuma molta più energia di una comune suoneria. Per questo, quando non serve, è consigliabile affidarsi ai soli toni di avviso e chiamata.

 LE APP CHE CI VENGONO IN AIUTO

Infine, vale la pena di citare qualche app particolarmente utile, sviluppata proprio al fine di aumentare la durata della batteria di uno smartphone Android.

Wakelock Detector – Save battery, ad esempio, ci aiuta a capire quali programmi in esecuzione sono potenzialmente imputati di un consumo eccessivo di autonomia del telefono. Quelle che vengono restituite all’utente sono informazioni dettagliate, perfette per un’analisi ragionata dei consumi.

Tasker, invece, non è un semplice monitor, ma permette di intervenire in tempo reale automatizzando le funzioni dell’intero smartphone; ad esempio, sarà possibile regolare il volume o la luminosità dello schermo in base all’orario o mettere a punto dei profili personalizzati.
Ultima, ma non per importanza, è poi GO battery saver: utile app tuttofare, semplice e intuitiva, che consente di individuare (e disattivare) le applicazioni e i servizi più dispendiosi in termini di energia.

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