Dietro la richiesta dell’FBI, un’operazione per sbloccare altri 12 iPhone

Silvia
24 Feb 2016

Continua il dibattito fra Apple ed FBI sulla questione legata alla strage del San Bernardino e la capacità dell’azienda di intervenire per sbloccare l’iPhone 5C appartenuto ad uno degli assalitori.

iPhone_5C_passcode

Dopo il chiarimento di Tim Cook che spiega pubblicamente che l’azienda non è in possesso di un ipotetico software in grado di disabilitare le protezioni di iPhone, alcune fonti interne all’organizzazione lasciano trapelare le vere intenzioni dell’FBI.

Sembrano accuse pesanti ma il Wall Street Journal ci tiene a far sapere che sono solo “voci”  e che potrebbero non essere affidabili ma fondate solamente su alcune deduzioni complottistiche. Dietro alla forzatura imposta dai giudici ad Apple ci sarebbe l’interesse allo sblocco di altri 12 dispositivi il cui contenuto potrebbe aiutare a risolvere casi ancora in sospeso. Si tratta di casi legati sempre al terrorismo Islamico o legati ad omicidi che finalmente potrebbero trovare un colpevole.

La legge portata alla luce dal tribunale della California del 1989 utilizzata per vincere la causa del San Bernardino, sarebbe pronta per essere impugnata in tanti altri tribunali appartenenti alle dislocazioni in cui sono stati compiuti i crimini con denuncia avanzata dall’FBI.

In questa vicenda, L’FBI lamenta il fatto che Apple sta semplicemente resistendo alla sua richiesta di sbloccare il telefono in modo da non  “offuscare il marchio Apple”, ma la società ferma nelle sue possibilità, oltre a ribadire il concetto di non poter in alcun modo intervenire, afferma che permettere all’FBI di sbloccare un iPhone “sarebbe come violare la fiducia dei suoi consumatori”

Prima della sentenza Apple ha da sempre collaborato a stretto contatto con le autorità aiutando nelle indagini scavando all’interno dei dati dei backup, che ha permesso l’accesso solo ad alcuni dati, come per esempio i contatti e le immagini immortalate con il dispositivo, ma questo accedeva prima del rilascio di iOS 8 che ha avuto il compito d’introdurre la nuova crittografia.

Con l’arrivo di iOS 8 e i successivi aggiornamenti di iOS 9, tutti i dati dei dispositivi sono custoditi oltre al codice personale o al touch ID, che se introdotto in maniera errata per 10 volte, il sistema attiva la procedura di sicurezza cancellando tutti i dati in esso contenuti.

Attualmente non sappiamo ancora quale sistema operativo utilizzino i 12 iPhone ai quali sarebbe interessata l’FBI  ma sempre il WSJ conferma che molti di essi utilizzano un software più vecchio di iOS 9.

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