Ecco Android Oreo nella classifica! Android Nougat fa passi in avanti

Tommaso Lenci
3 Ott 2017

Spunta nella classifica mensile di Google Android Oreo come sistema operativo, si evidenzia un aumento di Android Nougat e una diminuzione delle versioni più vecchie.

Android Oreo entra in classifica

Il problema della frammentazione software del sistema operativo mobile di Google non è stato di certo risolto nell’arco degli ultimi anni, dato che la classifica mensile evidenzia i soliti problemi.

Google presenta l’ultima classifica della diffusione di Android: Android Oreo 8.0 fa la sua comparsa!

Sta di fatto comunque che al momento, dati aggiornati fino al 2 ottobre 2017, è comparso in classifica Android Oreo 8.0 anche se con una percentuale piuttosto minimale: lo 0.2%.

Android Oreo 8.0 sicuramente inizierà a crescere seriamente solamente verso la fine dell’anno o durante i primi mesi del 2018 con l’arrivo dei nuovi smartphone top di gamma, ma anche di fascia media, e l’aggiornamento progressivo dei dispositivi mobili dei più famosi produttori mondiali.

E le altre versioni? I Dati

I dati forniti da Google evidenziano un ulteriore passo in avanti di Android Nougat (versione 7.0 e 7.1 insieme) che hanno registrato un incremento percentuale del 2% rispetto al mese precedente.

Risulta invece praticamente stabile Android Marshmallow 6.0 che al momento è la versione più utilizzata dai dispositivi mobili, smartphone e tablet, che hanno installato il sistema operativo mobile di Google.

Risultano in calo le versioni precedenti ad Android Marshmalow: infatti Android Lollipop 5.0-5.1 e Android KitKat 4.4.2 iniziano a perdere quote di mercato anche se per adesso mantengono ancora fette percentuali piuttosto importanti.

Confermato che Android Jelly Bean 4.1-4.3 molto presto raggiungerà quote piuttosto minimali, dato che ormai è in netto calo da diversi mesi: sintomo che i consumatori stanno cambiando i loro smartphone o tablet più vecchi.

In classifica rimangono ancora Android ICS 4.0.x e addirittura Gingerbred 2.3 con quote percentuali inferiori all’1%, ma sintomo evidente che c’è ancora uno zoccolo molto duro di utenti che non vuole o non può aggiornarsi.

Fonte: Notizia

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