Facebook intercetta le comunicazioni attraverso il microfono, il dibattito continua

Silvia
4 Giu 2016

Facebook

I legali di Facebook sono intervenuti ufficialmente per controbattere le accuse mosse da un professore esperto in tecnologie sociali, secondo le quali il noto social network approfitterebbe dell’accesso al microfono dei dispositivi mobili per intercettare le telefonate e “spingere” pubblicità personalizzata. Secondo le insinuazioni “La piattaforma usa il microfono per cambiare gli annunci o per cambiare gli elementi visualizzati nel New Feed per mostrare pubblicità basata sugli interessi degli utenti”

Facebook intercetta le chiamate:

Adesso il colosso dei social sta rispondendo direttamente alle accuse sollevate da  Kelli Burns, professore e tecnico esperto in comunicazioni di massa presso l’Università di South Florida.  Burns ha presentato a The Independent la sua teoria su come pensa che la società stia segretamente ascoltando le conversazioni dei suoi utenti:

La logica è che Facebook ha accesso al microfono del dispositivo fin dalla prima installazione dell’applicazione mobile ed è proprio l’utente a fornirgli il consenso, perché gli utenti danno il permesso ad accedere ed ascoltare dal microfono nel caso in cui si utilizzano le funzionalità delle applicazioni mobili, come per esempio la cattura di un video o dettare un messaggio vocale.

Su questa teoria si baserebbe una parte della fortuna di Facebook, un algoritmo sviluppato dagli ingeneri del social network che intercetta le parole chiave, come per esempio “devo mettermi a dieta” per proporre pubblicità pertinenti e mirate per i consumatori invogliandoli ad acquistare prodotti ed avvantaggiare gli inserzionisti che fanno sempre più affidamento alla piattaforma investendo somme di denaro sempre più consistenti.

Naturalmente, questo consisterebbe in una grave violazione della privacy e su questo fronte il social network è stato costretto a fare chiarezza sulla situazione e sulle accuse sollevate: “Abbiamo l’accesso al microfono solo se l’utente ha espressamente dato il permesso all’applicazione e ciò avviene solamente  se si sta utilizzando una determinata funzionalità specifica che richiede audio…Questo potrebbe includere la registrazione di un video o l’utilizzo di una funzione opzionale che abbiamo introdotto due anni fa per includere musica o altri file audio negli aggiornamenti di stato, una funzione molto simile a quella sfruttata da Shazam, un’applicazione mobile che necessita degli stessi permessi al microfono che noi otteniamo dagli utenti.

Bisogna precisare che il professore Kelli Burns insieme alla sua teoria che ha scomodato i vertici di Facebook, non ha presentato nessuna prova concreta, se non supposizioni, ma se realmente esiste un minimo rischio di essere intercettato ecco come si può limitare l’accesso al microfono da parte dell’app Facebook:

In iOS>pannello delle impostazioni>Facebook e deselezionare l’opzione “microfono”

Su Android>Privacy e Sicurezza>Impostazioni>sezione del microfono sotto il pannello delle autorizzazioni alle app e  disattivare l’accesso per Facebook.

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