Apple e FBI, commesso un errore che ostacola il recupero dei dati custoditi sull’iPhone 5C

Silvia
3 Mar 2016

Apple_FBI_San_Bernardino

Il caso che in questi giorni vede come protagonisti Apple e l’FBI arriva al congresso, ieri il giorno delle audizioni per un caso che sta diventando internazionale.

Tra le questioni portate in evidenza, appare un dettaglio chiaro, un errore commesso dall’agenzia governativa subito dopo il ritrovamento dell’iPhone 5C rinvenuto sul cadavere di uno degli attentatori del San Bernardino.

I tecnici informatici avrebbero cambiato i codici dell’account utilizzando iCloud rendendo impossibile nelle ore successive completare un backup del dispositivo quando connesso ad una rete wifi: “Se il backup fosse stato possibile, ora si potrebbe esaminare il contenuto dell’iPhone” afferma il direttore James Comey.

In questo caso Apple non sarebbe dovuta intervenire e gli addetti avrebbero potuto scartabellare i file contenuti nel dispositivo alla ricerca di nuovi indizi compromettenti relativi a futuri attacchi terroristici in fase di preparativo dalle cellule collegate.

Il CEO Tim Cook ha ribadito, anche tramite un comunicato pubblico visibile sul sito dell’azienda, che la società non è in grado di fornire uno strumento software utile a sbloccare l’iPhone interessato e che lo sviluppo di una backdoor metterebbe in serio pericolo la privacy di tutti i cittadini che si affidano ad Apple e i suoi prodotti.

Pare esserci una sorta di accanimento verso i tentativi di sblocco del sistema operativo di Apple, infatti altri 12 iPhone sono in attesa per essere “aperti” per analizzare il contenuto e in molti tribunali sparsi per il paese si stanno presentando cause contro l’azienda.

Due giorni fa, in un tribunale di New York è stata presentata richiesta ad Apple di sbloccare un dispositivo appartenente ad un coinvolto in un traffico internazionale di droga, in questo caso in ultima sentenza, il giudice ha dato ragione ad Apple, un espediente che da oggi l’azienda può utilizzare come esempio in altre circostanze che la vedono presa in causa.

Tra le vera ipotesi che si stanno avvalorando con il trascorrere del tempo, arriva anche l’intervento di John McAfee il creatore dell’antivirus, che recentemente ha dichiarato alla stampa che l’FBI potrebbe sbloccare l’iPhone 5C in meno di trenta minuti seguendo le sue indicazioni, vedremo se saranno accolte.


Lascia la tua opinione