FBI: Ecco l’hack utilizzato per sbloccare l’iPhone, non e’ replicabile

Silvia
30 Mar 2016

iPhone

Non si ferma la curiosita’ dei consumatori verso l’hack, ovvero il metodo messo in atto dall’FBI per sbloccare il famoso iPhone 5C, appartenuto ad uno degli attentatori della strage del San Bernardino.

Dopo le vane richieste da parte dell’azienda, rivolte all’agenzia governativa per sapere dove il sistema operativo iOS 9 ha ceduto, alcuni esperti di sicurezza che operano nel campo forense, provano in un primo momento a sciogliere qualche dubbio e a tranquillizzare gli utenti, attualmente in seria apprensione per la loro privacy.

Il primo fra tutti a rendere pubblica qualche indiscrezione e’ Il sistemista Ryan Duquette che  rivela che l’FBI ha utilizzato software speciali ricorrendo  all’aiuto di una società esterna per hackerare l’iPhone, ma questo e’ avvenuto solo dopo che Apple ha rifiutato di cooperare dopo aver perso la causa.


Dopo il verdetto del giudice, Apple aveva fortemente espresso il suo disappunto e l’azienda si e’ da subito rifiutata di collaborare per violare la propria protezione, quindi l’FBI ha arruolato una società privata per ottenere il lavoro richiesto.
Duquette azzarda con al sua realzione:

la società ha trovato un modo per aggirare la funzione di sicurezza attivata dalla password di Apple, che solitamente spegne automaticamente il telefono dopo 10 tentativi di password errate immesse, dunque ha permesso all’FBI di provare una moltitudine di possibili password per sbloccare il telefono.”

Dunque a questo punto Apple dovrebbe aver già intuito che l’agenzia governativa ha semplicemente seguito la sua tabella di marcia, perfettamente come aveva esposto dai documenti presentati per il processo, in primo luogo annientare il timer delle password per poi procedere con un brute-force, come viene definito in gergo, per trovare la password giusta senza limitazioni.

Duquette, prima di tranquillizzare gli utenti, ironizza infine sul fatto che ora migliaia di hacker, grazie alle sue ultime rivelazioni, stanno cercando di scovare questo sistema per guardarlo da vicino, ma secondo il suo parere nessuno sarebbe in grado di replicare l’hack.

La maggior parte degli hacker non sarà in grado di ripetere il processo con un semplice tutorial “How-to” pubblicato su YouTube

Per mettere in atto lo stesso metodo servono sofisticati software costruiti ad hoc per supportare un sistema iOS specifico, in questo caso sull’iPhone 5C è installata una vecchia versione di iOS 9 e molto probabilmente Apple da allora ha rilasciato un aggiornamento di sicurezza che ha chiuso la falla senza neanche essersene resa conto, o sta semplicemente per farlo.

Ora gli utenti di iPhone non dovrebbero preoccuparsi che qualcuno metta in atto il metodo scovato dall’FBI per entrare nei loro telefoni. E’ molto più probabile incappare quotidianamente in qualche sito web non sicuro, o installare un’ambigua applicazione per permettere ad estranei di violare il loro iPhone


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