Kodi è ai ferri corti con Google: sparisce dal completamento automatico sul motore di ricerca

Tommaso Lenci
31 Mar 2018

Google aggiunge Kodi, il famoso software multimediale per varie piattaforme, nella lista delle parole filtrate in automatico per combattere la pirateria.

Kodi: Google lo esclude dall'auto completamento del motore di ricerca

Arrivano i primi feedback che Google ha inserito la parola KODI nel filtro automatico anti pirateria sul proprio motore di ricerca: in sostanza non è possibile ricevere il suggerimento su questa parola mentre si fa una ricerca sul web.

Gli utenti devono giocoforza inserire il nome completo del Software per poi trovare adeguati risultati nella ricerca tramite Google.

Kodi considerato da Google un software “pirata”, lo esclude dal completamento automatico dei termini di ricerca

Google ha in precedenza adottato misure simili contro i termini che speso vengono associati ai “pirati” e ha confermato che Kodi è sotto mira perché è “strettamente associato alla violazione del copyright di contenuti di terzi“.

Si tratta di un azione che negli ultimi hanno ha avuto un impatto sempre maggiore nei risultati del motore di ricerca più utilizzato al mondo, azione che è stata richiesta fortemente in passato dall’industria dell’intrattenimento che lamentava violazioni del copyright.

Oltre ad eliminare alcuni termini dall’auto-completamento all’interno della barra di ricerca (che vi suggeriscono parole o frasi per migliorare e velocizzare le vostre richieste), alcuni contenuti vengono anche eliminati dai risultati di ricerca ( i così detti avvisi di rimozione DMCA).

Kodi, per chi non lo conosce, è un software multimediale e multi piattaforma che permette di visualizzare in streaming, o su vari dispositivi collegati tra di loro (in LAN), o varie memorie (HD, schede di memoria, eccetera) contenuti multimediali quali musica, video, Canali TV eccetera.

E’ un software molto apprezzato dagli utenti perché è costantemente aggiornato, ha una buona personalizzazione, e sopratutto supporta la maggior-parte dell’hardware disponibile sul mercato per la visione di contenuti con o senza accelerazione hardware.

Di per se quindi KODI è un software del tutto legale, ma sfortunatamente secondo un recente studio si afferma che oltre il 70% degli utenti che utilizzano questa piattaforma lo fa per la visione di contenuti “pirata”, che quindi violano il copyright di terzi.

La difesa di Kodi dopo la notizia dell’esclusione da parte di Google

Il team Kodi, gestito dalla XBMC Foundation, infatti ha affermato di essere “deluso dalla decisione” e sottolinea che il loro software non viola nessuna linea del copyright.

Ecco le dichiarazioni del presidente del software incriminato:

Siamo sorpresi e delusi nello scoprire che Kodi è stato rimosso dal completamento automatico, poiché Kodi è un software open source perfettamente legale“, è l’ultima affermazione del presidente della Fondazione XBMC Nathan Betzen.

Abbiamo un rapporto professionale con l’MPAA (gruppo industriale di Hollywood), che ha esplicitamente chiarito in passato la propria posizione secondo cui Kodi è un software legale“, osserva Betzen.

Ci auguriamo che Google riconsidererà questa decisione in futuro o, al limite, rimuoverà i termini di ricerca in cui effettivamente la legalità è effettivamente in discussione

Al momento la situazione è questa, bisognerà cosa deciderà Google in futuro sul termine “Kodi” per i suoi metodi di ricerca.

Fonte: Notizia

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