Operatori telefonici: rimborso bollette ogni 28 giorni c’è la data!

Tommaso Lenci
3 Nov 2018

Il Tar del Lazio ha rigettato il ricorso degli operatori telefonici per il rimborso delle bollette ogni 28 giorni: finalmente abbiamo una data ufficiale.

Rimborso bollette ogni 28 giorni

Sembra che alla fine l’epopea delle bollette ogni 28 giorni su telefonia fissa sia arrivata alla sua conclusione.

Il Tar del Lazio ha definitivamente rigettato il ricorso di vari operatori telefonici che si opponevano al rimborso delle somme ottenute “illegalmente” da quest’ultimi con le bollette a scadenza ogni 4 settimane.

Rimborso bollette ogni 28 giorni di telefonia fissa: il TAR impone la data agli operatori telefonici

Infatti la normativa dell’AGCOM (diventata poi legge con il decreto-legge 172/2017 del 14 Dicembre 2017) contro le bollette ogni 4 settimane, impone anche il rimborso delle somme ottenute illegalmente dagli operatori telefonici quando hanno cambiato il contratto con scadenza ogni 28 giorni.

Il TAR ha confermato sostanzialmente che i rimborsi ai clienti che hanno subito il cambiamento delle bollette ogni 28 giorni dovranno essere accreditati entro la fine di dicembre 2018.

 

Gli operatori telefonici quindi dovranno rimborsare entro fine dicembre 2018 tutte le somme ottenute “illegalmente” dai contratti sottoscritti da giugno 2017, data in cui l’AGCOM dichiarò le bollette ogni 4 settimane illegali.

Il rimborso delle somme non dovute da parte degli utenti avverrà tramite bolletta telefonica, quindi entro la fine di quest’anno un buon numero di consumatori si troverà un bello sconto in fattura.

Per ottenere io rimborso, l’utente non dovrà fare nulla, dato che il calcolo sarà automatico e la somma verrà accreditata entro il 31 dicembre 2018 in bolletta.

Speriamo che gli operatori telefonici non trovino qualche escamotage per rallentare o posticipare il più possibile il rimborso delle delle somme dovute a favore degli utenti.

Non vorremo che gli operatori per riprendere i soldi ceduti con questo rimborso, procedano nel 2019 a ulteriori rimodulazioni del contratto, con costi aggiuntivi per servizi inutili che l’utente non utilizza quasi mai.

Fonte: Via

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