Smartphone e scuola: addio al divieto d’utilizzo?

Tommaso Lenci
6 Giu 2016

Secondo recenti dichiarazioni del sottosegretario all’istruzione, Davide Faraone, l’utilizzo degli smartphone saranno utili per l’aggiornamento dei metodi didattici: un addio al vecchio decreto che li proibisce?

Smartphone in classe

Come forse molti di voi sapranno già, genitori o studenti, nelle scuole italiane dal 2007 è severamente vietato utilizzare in classe gli smartphone o i cellulari di qualsiasi marca o sistema operativo; ebbene questo divieto potrebbe presto essere rimosso e forse, in un futuro non troppo lontano, si permetterà agli alunni di sfruttare la tecnologia mobile per un aggiornamento e miglioramento degli attuali metodi didattici.

Divieto utilizzo smartphone a scuola: presto ci saranno dei cambiamenti?

Secondo il sottosegretario all’istruzione, all’università e alla ricerca (MIUR) Davide Faraone, il divieto di utilizzo degli smartphone nelle scuole è da considerarsi ormai anacronistico per i tempi correnti, dato che nel progetto del governo la digitalizzazione delle scuole è ormai una priorità.

Le testuali parole di Davide Faraone durante l’intervista a Radio 24:

“Si tratta solo di prendere atto della realtà e trasformare uno strumento concepito solo come qualcosa da proibire in uno strumento utile per la didattica. Molto presto quasi tutte le scuole italiane saranno cablate e se saranno cablate dovremo dotare gli studenti di strumenti che probabilmente già hanno, per poter sviluppare una didattica orizzontale nell’utilizzo del digitale”.

Ovviamente, il sottosegretario aggiunge che l’utilizzo dello smartphone in classe deve avvenire per uso unicamente didattico, e non certo per chiacchierare al telefono o mandare messaggini distraendosi dalle lezioni in corso.

Ma l’uso di dispositivi mobili digitali nelle scuole che è proprio oggetto di controversie all’interno del mondo della scuola italiana: secondo molti istruttori l’utilizzo di tablet, smartphone o altri dispositivi digitali aumentano il livello di distrazione degli alunni anche se utilizzati per scopi unicamente didattici.

Il problema quindi è capire quale sarà il giusto compromesso tra tecnologia (digitalizzazione) e coinvolgimento e attenzione degli alunni, una strategia che servirà a modernizzare la scuola italiana e i suoi metodi di insegnamento.

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