Tim Cook contro le richieste dell’FBI, l’intervista con l’ABC News [Video]

Silvia
26 Feb 2016

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Apple Giovedì ha presentato una mozione per contestare la decisione presa dal tribunale della California sulle questioni legate alla strage del San Bernardino. La prima sentenza che decreta che l’azienda deve instaurare una collaborazione con l’FBI per sviluppare un software simile a iOS, che permetta agli investigatori di accedere ai dati criptati contenuti in un iPhone 5C appartenuto ad uno degli assalitore che preso parte alla strage.

Ieri Tim Cook è stato intervistato dal canale ABC News ad ha spiegato come una simile versione di iOS sarebbe una minaccia per i clienti e per tutti i cittadini del mondo che non sarebbero più al sicuro da occhi indiscreti e potenziali rischi.

Tim Cook esordisce accomunando il software richiesto dall’ABI ad un cancro e abbassa il sipario affermando di non avere alcun dubbio a cedere che le richieste del governo siano un precedente pericoloso non solo per Apple, ma per tutti gli operatori del settore tecnico che che si avvalgono della loro crittografia per proteggere i dati delle loro grandi e piccole aziende.

Il governo dice: “Solo per questa volta” e “Solo questo telefono.” Ma il governo sa che queste dichiarazioni non sono vere; infatti il ​​governo ha presentato diverse altre denunce per gli ordini simili, alcune delle quali sono in corso in altri tribunali del paese.

Come affermato ad inizio settimana dal Wall Street Journal, secondo una fonte anonima il governo ha intenzione di sbloccare altri 12 iPhone che sono protagonisti sulla scena di alcuni efferati delitti o di organizzazioni terroristiche legate all’ISIS.

Se viene permesso a questa ordinanza  di stare in piedi, sarà solo una questione di giorni prima che qualche altro pubblico ministero, in qualche altro caso importante, qualche altro giudice, adotti un ordine simile usando questo caso precedente. Una volta che le porte sono aperte, non possono essere chiuse, e la sicurezza dei dispositivi alla quale Apple ha lavorato instancabilmente per raggiungere, verrà sciolta senza nemmeno un voto del Congresso.

Oltre ad aver esposto quali potrebbero essere i pericoli legati ad un software “pirata” che si diffonderebbe a macchia d’olio, Tim Cook prosegue con la sua riflessione e ribadisce il fatto che attualmente non sarebbe in grado di fornire all’FBI degli strumenti atti a decriptare il dispositivo disabilitando il tempo di sicurezza che vintene innescato tra un tentativo e l’altro di immissione del codice errato.

Secondo la dichiarazione del responsabile di Apple sulla privacy degli utenti Erik Neuenschwander, questo software complesso potrebbe richiedere l’intervento di numerosi  quattro ingegneri ed impiegarci settimane per progettare, creare e distribuire l’iOS modificato richiesto.

Queste sono solo stime che ha potuto ipotizzare Neuenschwander nella sua testimonianza, in quanto una tale impresa non è mai stata compiuta da Apple. Per contrastare le affermazioni di Apple e dei cittadini convinti che la creazione di una backdoor equivalga ad aprire il vaso di Pandora, l’FBI sostiene che il codice al termine dell’inchiesta verrà immediatamente “distrutto” dopo la sua implementazione.

Tuttavia, una soluzione così semplice potrebbe essere difficile o impossibile in quanto gran parte delle conoscenze acquisite dagli ingegneri che prendono parte al progetto ed ogni fase del processo di codifica dovrebbero essere strettamente registrati e sorvegliati. Inoltre, se il software verrà comunque distrutto, ad Apple potrebbe essere chiesto di replicare il processo in un altro caso, costringendo l’azienda a ripartire da zero.

Di seguito l’intervista integrale rilasciata da Tim Cook all’ABC Nes, se non dovesse vedersi il player, si prega di ricaricare la pagina, grazie.

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