TIM, Vodafone e Wind: multa AGCOM per i costi della ricarica in ritardo

Tommaso Lenci
23 Gen 2020

AGCOM ha multato nuovamente a gennaio 2020 gli operatori telefonici TIM, Vodafone e Wind per la nuova pratica dei costi di ricarica in ritardo.

TIM Wind Vodafone multa AGCOM gennaio 2020

Una multa complessiva di circa 2 milioni di euro è stata formulata e applicata dall’AGCOM ai danni di TIM, Vodafone e Wind per l’applicazione di una nuova pratica commerciale: i nuovi costi per le ricariche in ritardo.

Si tratta delle delibere Delibera n. 497/19/CONS (Wind), Delibera n. 496/19/CONS (TIM) e Delibera n. 495/19/CONS (Vodafone).

Vodafone, WIND e TIM multate dall’AGCOM: pratica scorretta sulle ricariche in ritardo

Nonostante la multa di circa 696 mila euro per singolo operatore, l’AGCOM ha comunque stabilito che non ci saranno rimborsi a favore degli utenti.

Ma cosa sono questi costi per le ricariche in ritardo?

Vi avevamo già parlato qualche settimana fa che alcuni operatori telefonici avevano introdotto una nuova rimodulazione che riguardava tutti i clienti con un profilo tariffario attivo mensile nel caso non avessero credito disponibile sulla sim per rinnovare l’offerta.

Prima della rimodulazione se non avevate credito residuo sufficiente a rinnovare l’offerta, questa si disabilitava e l’utente di fatto non poteva più chiamare, inviare SMS o navigare sul web previa nuova ricarica e rinnovo.

Invece dopo la rimodulazione l’operatore automaticamente attiva 1 o 2 giorni di navigazione, chiamate e SMS illimitati facendovi pagare un costo di 0.99 o 1.99 euro per il servizio se non avete effettuato la ricarica per tempo.

Questo costo vi sarà detratto dal credito della Sim telefonica alla prossima ricarica valida; dopo i due giorni di servizio aggiuntivo se non avete effettuato ancora la ricarica il servizio sarà temporaneamente disabilitato previa successiva ricarica.

Secondo l’AGCOM questa pratica commerciale imposta da Wind, Vodafone e TIM ai propri clienti non può trattarsi più di una semplice rimodulazione, ma un’imposizione di una nuova condizione contrattuale non prevista precedentemente.

Si tratta quindi di una violazione delle regole contrattuali.

Inoltre c’è già chi sostiene che questi nuovi costi sembrano essere delle punizioni a carico degli utenti che ricaricano in ritardo, piuttosto che dei veri e propri servizi aggiuntivi a favore di quest’ultimi.

Vedremo nei prossimi giorni come si evolverà la situazione e se gli operatori in questione dovranno tornare alla pratica senza i costi aggiuntivi obbligatori.

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