TIM e Wind multate dalla AGCM per le tariffe a 28 giorni e recessi

Tommaso Lenci
8 Ago 2016

L’AGCM ha multato due importanti operatori telefonici italiani: TIM e WIND hanno compiuto politiche scorrette nei confronti del consumatori per le tariffe a 28 giorni e penalità per recessi anticipati.

Wind e TIM multate AGCM

L’autorità garante della concorrenza del mercato, AGCM, ha analizzato i casi delle rimodulazioni unilaterali compiute ad inizio mese da TIM e Wind, e ha deciso di multare entrambi gli operatori italiani.

TIM e Wind avrebbero infatti compiuto alcune azioni che limiterebbero la volontà di scelta del consumatore finale attraverso una serie di aggravi di costi e di penalizzazioni economiche.

TIM e Wind multate dalla AGCM: ecco il perchè

Le multe sono scattate per questi due problemi:

  1. la rimodulazione unilaterale delle tariffe flat che passano dalla durata del mese solare (30 giorni) a 4 settimane (28 giorni),
  2. il cambiamento unilaterale di alcune condizioni e penali in caso di recesso anticipato da parte del consumatore.

Nel primo caso AGCM ha rilevato delle violazioni nelle pratiche commerciali perché il consumatore pagando la tariffa flat (dati e chiamate) ogni 28 giorni, invece di 30, alla fine si trova a pagare una mensilità in più ogni 12 mesi, con conseguente penalità economica per il cliente.

Il cliente infatti, calcoli alla mano, pagherà una tariffa giornaliera più cara rispetto alla vecchia modulazione ogni 30 giorni, senza aver ottenuto alcun beneficio.

Il secondo problema ha riguardato tutti i clienti che hanno acquistato uno smartphone da TIM, Wind abbinato ad una tariffa flat mensile.

In questo caso il recesso anticipato costringerebbe il consumatore finale a pagare tutte le rate restanti in un unica soluzione; chi è poi cliente Wind in alcune offerte avrebbe dovuto rimborsare tutti gli eventuali sconti già percepiti, mentre i clienti TIM avrebbero dovuto pagare un penale in caso di cambio dell’operatore telefonico.

Tutte queste condizioni aggressive, tendenti a minacce, limiterebbero la volontà dei consumatori a scegliere altre offerte alternative con la paura di dover pagare penali troppo elevate, limitando di fatto il diritto di recesso di quest’ultimi.

Per questo l’AGCM ha deciso di multare per 455.000 Euro Wind e per 410.000 Euro TIM che dovranno pagare le rispettive multe entro 30 giorni dalla data della sentenza.

1 Commento

  1. Marco

    Non serve assolutamente a nulla che gli operatori vengano multati e basta, qui è necessario che siano costretti a ripristinare le condizioni precedenti; perché loro i soldi con cui pagano la multa da chi li prendono? Dai clienti ai quali ormai fanno pagare di più, e tra qualche mese modificheranno ancora qualche altra cosa, sempre a nostro discapito, a cui di nuovo non ci sarà modo di opporsi, e allora qui non basta multare, bisogna impedirgli di modificare le condizioni contrattuali delle offerte, perché non è possibile che con lo stesso prezzo con cui prima si compravano 30 giorni, ora se ne comprino solo 28: calando i giorni deve calare anche il prezzo, è un concetto semplicissimo!

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