WhatsApp: 16 anni l’età minima per accedere al servizio, cosa cambierà realmente

Silvia
17 Apr 2018

Entrerà in vigore a breve, per l’esattezza il 25 Maggio, la nuova regolamentazione voluta dalla UE sulla protezione dei dati che impedirà l’accesso a WhatsApp ai minori di 16 anni

WhatsApp-16-anni

La piattaforma entrata in breve tempo nelle grazie dei più giovani, grazie al fatto di poter sfruttare la connessione dati per comunicare, sta per essere aggiornata con una nuova regolamentazione che ne vieterà l’utilizzo del servizio ai minori di 16 anni, ma ecco tutta la verità a riguardo

WhatsApp 16 anni per poterlo utilizzare davvero?

La realtà è che è già introdotta nei termini di servizio dell’applicazione una clausola che esclude l’utilizzo del servizio ai minori di 13 che per accedere avrebbero bisogno di un’autorizzazione da parte dei genitori.

Anche nel caso dell’aggiornamento delle nuove regole, che verranno introdotte per tutelare la privacy dei minori, sarà sufficiente ottenere il benestare di un genitore o di chi ne fa le veci. Non creiamo falsi allarmismi, in sostanza si potrebbe verificare un blocco temporaneo con l’entrata in vigore il 25 Maggio ma è anche vero il fatto che oggi tantissimi minori utilizzano WhatsApp senza l’obbligo di alcun consenso, basta prendere visione della pagina relativa all’accettazione sull’utilizzo del servizio quando si compie il primo accesso:

“Affermi di avere 16 o più anni di età, di possedere il consenso da parte di genitore o tutore legale, e di essere pienamente in grado di accettare i termini, le condizioni, gli obblighi, le dichiarazioni e le garanzie definite in questi Termini di Servizio, e di attenersi a rispettare le presenti Condizioni”.

Come fa  WhatsApp a determinare che l’utente è minorenne?

Al posto di rendere efficaci le nuove regole ampiamente aggirabili, le aziende avrebbero dovuto prima cambiare le loro tecnologie per eseguire una corretta identificazione dell’età, mentre oggi non è chiaro in che modo WhatsApp abbia il potere di identificare un minore collegato al servizio.

Le schede SIM inserite negli smartphone generalmente sono intestate ai genitori che si fanno carico del piano tariffario sottoscritto dal figlio ma che di fatto non sono i veri utilizzatori del servizio.

Dunque la strada più semplice potrebbe consistere nel ricorrere al nome e cognome dell’utente, e se identificato come minore di 16 anni, inviare un file con le clausole e relativa accettazione da parte dei genitori.

Ovviamente questo fattore potrebbe portare disguidi e malintesi, il sistema potrebbe incappare in omonimi ed inviare gli aggiornamenti per sbaglio, oppure potrebbe venire utilizzato un nuovo algoritmo di cui non siamo ancora a conoscenza.

Alla luce di quanto ne sappiamo oggi, l’introduzione del nuovo limite di età ha tutta l’aria di essere una tutela per l’azienda, che può ritenersi sollevata in termini di legge, da ogni complicazione possa avvenire attraverso WhatsApp, più che proteggere la privacy dei minori.

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