WhatsApp: beta per Android con pubblicità nello stato

Silvia
8 Ott 2018

Arriva direttamente dal team ufficiale di sviluppo di WhatsApp la notizia dell’introduzione, nella versione beta per gli utenti Android, del nuovo sistema di pubblicità

WhatsApp ADV Android

Una possibilità tanto vociferata in passato che ha portato non poche fake-news sull’argomento ma questa volta si tratta di una notizia ufficiale, la nuova introduzione è in fase di test preliminare.

Pubblicità su WhatsApp

Il primo paese a testare l’introduzione dei banner pubblicitari sono gli Stati Uniti, in seguito, a partire già dal 2019, farà il suo ingresso anche sulla piattaforma di chat degli italiani.

Pubblicità su WhatsApp

WhatsApp ha dunque deciso di monetizzare la sua famosa applicazione, ora che è diventata una presenza importante nella maggior parte degli smartphone del mondo.

La prima forma di pubblicità verrà inserita all’interno degli stati, durante lo scorrere delle immagini impostate dagli utenti, verranno visualizzati dei banner ottimizzati per WhatsApp.

Secondo il team di sviluppo WABetaInfo si tratta di una forma non invasiva di pubblicità ma che sicuramente garantisce un’eccellente rendita in quanto la sezione dedicata agli stati sembra essere la più visualizzata dagli utenti

La beta di WhatsApp per Android che introduce la pubblicità all’interno della piattaforma di massaggiata è la versione 2.18.305 ed è già disponibile attraverso APK (link download solo per utenti esperti).

L’aggiornamento è già disponibile ma purtroppo al momento non sarà possibile visualizzare nessuna forma di pubblicità in quanto gli inserzionisti devono ancora ultimare gli accordi e creare gli ADV adattivi supportati da WhatsApp.

In punto fondamentale riguarda la privacy, WhatsApp ha sempre tenuto al sicuro i propri utenti ma con l’arrivo della pubblicità forse non sarà più garantito un livello di guarda così alto.

Sappiamo benissimo che le grandi aziende pubblicitarie, come ad esempio Google, monitorano le preferenze degli utenti per inviare pubblicità mirata, se fosse una delle aziende che ha deciso di investire su WhatsApp, allora ci verrà chiesto il consenso per permettere all’inserzionista di tenere sotto controllo le nostre comunicazioni che dovrebbero essere private.

 

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